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Come viene tassato l’oro in Italia – Tassazione Oro

La legge italiana sul commercio e il possesso di oro ( tassazione oro )

  • La legislazione attuale
  • La situazione fiscale per i proventi da compravendita di oro
  • Estratti delle leggi

La legislazione attuale

La compravendita e il possesso d’oro greggio da investimento in Italia è regolamentata dalla Legge 17 Gennaio 2000, n. 7, che adegua la legislazione nazionale alle direttive dettate dall’Unione Europea (nello specifico la Direttiva 98/80/CE del Consiglio del 12 ottobre 1998) che permette ai residenti di comprare e vendere oro grezzo da investimento esente da IVA.

Le legge 7/2000 abolisce il monopolio dell’oro da parte dell’Ufficio italiano dei cambi, in vigore già dal 1945, permettendo ai residenti in Italia di comprare e vendere oro greggio da investimento. Fino a quel momento era permesso ai residenti l’acquisto d’oro greggio destinato alla lavorazione e per uso industriale, e l’acquisto e la rivendita di oro grezzo all’estero (D.P.R. 148/1988; Legge 599/1986).

La legge del 2000 stabilisce inoltre che vengano dichiarate all’Ufficio italiano dei cambi le operazioni di acquisto e di vendita di oro effettuate in territorio nazionale per un valore pari o superiore ai 20 milioni di lire.

Le basi per la regolamentazione del possesso e dello scambio di oro da investimento in Italia risalgono al Decreto Legislativo luogotenenziale del 17 maggio 1945, n. 331, che istituiLe basi per la regolamentazione del possesso e dello scambio di oro da investimento in Italia risalgono al Decreto Legislativo luogotenenziale del 17 maggio 1945, n. 331, che istituisce l’Ufficio italiano dei cambi riservandogli il monopolio sullo scambio di oro e valute straniere.

Il D.Lgs 331/1945 è stato abrogato e il monopolio sull’oro è cessato nel 2000.

La situazione fiscale per i proventi da compravendita di oro

Dal punto di vista fiscale, l’Annuario del contribuente 2012 pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate, menziona a pagina 123 la tassazione delle attività finanziarie e a pagina 124 gli investimenti all’estero.

Il sito dell’Agenzia delle entrate indica inoltre come dichiarare investimenti all’estero (Modulo RW), e come dichiarare le plusvalenze di natura finanziaria nelle quali rientra il capital gain prodotto dagli investimenti in oro ( quadro RT )

 N.B. Le informazioni fornite da Emgoldex ita Group in materia fiscale non devono in alcun modo ritenersi esaustive. Per avere informazioni complete è sempre opportuno rivolgersi ad un commercialista o consulente fiscale.

Estratti delle leggi

Di seguito alcuni estratti delle leggi già citate in questa pagina.

Decreto Legislativo luogotenenziale del 17 maggio 1945, n. 331

(abrogato dal D.Lgs 319/1998. Il comma 3, art. 2 è stato abrogato dalla Legge 7/2000)

Art. 1

1. È costituito l’Ufficio italiano dei cambi, istituto di diritto pubblico, con sede in Roma. Esso ha personalità giuridica e gestione autonoma ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero dei tesoro.

 Art. 2

1. L’Ufficio ha per iscopo di acquistare e di vendere a pronti ed a termine oro, divise estere, biglietti di Stato e di banca esteri, titoli esteri ed italiani emessi all’estero, titoli italiani emessi in valuta estera e di eseguire in genere tutte le operazioni collegate ai suoi fini.

3. L’Ufficio ha il monopolio del commercio dell’oro, per quanto si riferisce agli acquisti ed alle vendite dell’oro all’estero. Esso può proporre al Ministro per il tesoro norme intorno al commercio dell’oro all’interno, volte ad assicurare il suo monopolio del commercio dell’oro con l’estero.

Legge 26 settembre 1986, n. 599

Art. 1.1 lettera e) (abrogata dalla Legge 7/2000)

e) revisione della disciplina relativa alla importazione di oro greggio per uso industriale e produttivo finalizzata alla semplificazione degli adempimenti mministrativi degli operatori autorizzati, fermo restando il monopolio previsto dalle vigenti disposizioni. Il commercio tra residenti dell’oro greggio importato sarà ammesso solo per finalità produttive.

Decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148

Art. 15

(comma 3 e 4 abrogati dalla Legge 7/2000)

3. Il Ministro del commercio con l’estero autorizza i residenti, dandone comunicazione all’Ufficio italiano dei cambi, all’acquisto all’estero di oro greggio in lingotti, verghe, pani, polvere o rottami da destinare alla produzione di beni in Italia e alla vendita all’estero di oro greggio.

4. I residenti, autorizzati ad acquistare all’estero a norma dei commi precedenti e ad importare oro greggio, possono cederlo ad altri residenti quando i cessionari intendono utilizzarlo per la produzione di beni in Italia. I titolari autorizzati e i cessionari possono affidare in lavorazione ad altri residenti l’oro importato.

Direttiva 98/80/CE Del Consiglio del 12 ottobre 1998

(attualmente in vigore)

Art. 1

D. Diritto a deduzione

1. I soggetti passivi sono autorizzati a dedurre: a) l’imposta dovuta o pagata sull’oro da investimento fornito loro da una persona che si sia avvalsa del diritto di opzione di cui alla sezione C, o fornito loro secondo la procedura di cui alla sezione G; b) l’imposta dovuta o pagata sulla fornitura a loro favore o sull’acquisto intracomunitario o l’importazione da parte loro di oro diverso dall’oro da investimento successivamente trasformato, a loro cura o per loro conto, in oro da investimento; c) l’imposta dovuta o pagata su servizi forniti loro e consistenti in modifiche della forma, del peso o della purezza dell’oro, incluso l’oro da investimento, se la conseguente fornitura da parte loro di tale oro è esente a norma del presente articolo.

2. I soggetti passivi che producono oro da investimento o trasformano oro in oro da investimento sono autorizzati a dedurre l’imposta da essi dovuta o pagata sulle forniture, l’acquisto intracomunitario, l’importazione di beni o i servizi collegati alla produzione o alla trasformazione di detto oro come se la conseguente fornitura da parte loro di oro esente a norma del presente articolo fosse soggetta a imposta.

 

Legge 17 Gennaio 2000, n. 7

Nuova disciplina del mercato dell’oro, anche in attuazione della direttiva 98/80/CE del Consiglio, del 12 ottobre 1998

Attualmente in vigore

Art. 1 (Commercio dell’oro)

2. Chiunque dispone o effettua il trasferimento di oro da o verso l’estero, ovvero il commercio di oro nel territorio nazionale ovvero altra operazione in oro anche a titolo gratuito, ha l’obbligo di dichiarare l’operazione all’Ufficio italiano dei cambi, qualora il valore della stessa risulti di importo pari o superiore a 20 milioni di lire.

 

Qui di sotto trovate la tabella delle tasse sull’oro nei vari paesi.

PAESE

                        ORO                             

ANNOTAZIONI

ACQUISTO

VENDITA

FRANCIA

0

8 % Tassazione sui metalli preziosi

I metalli preziosi sono inclusi nella dichiarazione di ISF. La tassazione sulle PV abbattimento del 10% per anno dal terzo anno di detenzione

34,5 % Tassazione sulle plusvalenze

BELGIO

0

0

SVIZZERA

0

0

I metalli preziosi sono inclusi nella dichiarazione di ISF.

ITALIA

0

6 % Tassazione sulle plusvalenze per società ed enti

12.5% Tassazione sulle plusvalenze per i privati

UK

0

18 % Capital Gains Tax
o tassazione sulle plusvalenze

Si applica il CGT solo per i lingotti e le monete che non hanno legalmente un prezzo

IRLANDA

0

25 % Capital Gains Tax
o tassazione sulle plusvalenze

SPAGNA

0

20 % o tassazione sulle plusvalenze

Il tasso può variare leggeremente secondo le regioni

GERMANIA

0

0

CANADA

0

Capital Gains Tax:
abbattimento del 50% dal primo anno di detenzione. Il 50% restante deve essere incluso nella dichiarazione dei redditti.

Più notizie sul sito web del Canada Revenue Agency

USA

0

28 % Capital Gains Tax

L’oro e l’argento sono considerati come “collettibili” > Più notizie

Per quanto riguarda la rivendita di oro, argento, platino,  palladio sotto forma di  monete, lingotti o rivendita di gioielli:

Sono da considerare tre tipi di tasse (articolo 14 del decreto-legge 1 di luglio 2009, n.78)

“1. Le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla valutazione ai corsi di fine esercizio delle disponibilità in metalli preziosi per uso non industriale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 251, anche se depositate presso terzi o risultanti da conti bancari disponibili, escluse quelle conferite in adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza alle Comunità europee, sono assoggettate a tassazione separatamente dall’imponibile complessivo mediante applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e relative addizionali nonche’ dell’imposta regionale sulle attività produttive, con l’aliquota del 6 per cento.

2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sempre che i termini di presentazione della relativa dichiarazione dei redditi non siano ancora scaduti. Per il predetto periodo di imposta, l’imposta sostitutiva, commisurata ai dati risultanti dal bilancio relativo al periodo di imposta precedente, e’ versata, a titolo di acconto, entro il termine di scadenza del secondo acconto delle imposte sui redditi relative al periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero, a scelta del contribuente, per il 50 per cento alla predetta data e per la restante parte in due rate di pari importo entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi.

3. L’imposta sostitutiva non e’ deducibile ai fini della determinazione del reddito. Per l’accertamento, la liquidazione, la riscossione e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi. Le disposizioni del presente articolo sono in deroga ad ogni altra disposizione di legge ed entrano in vigore a decorrere dalla data si entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.”

Tassazione delle plusvalenze derivanti da metalli preziosi ed oro da investimento

Le compravendite di metalli preziosi, lingotti in oro, monete, possono generare plusvalenze di natura finanziaria che la legislazione italiana sottopone a tassazione con l’applicazione di un’imposta sostitutiva.
La base imponibile da sottoporre a tassazione (art. 68 del TUIR) è sempre determinata dalla differenza tra il corrispettivo percepito e il suo valore di acquisto. Per quanto concerne la determinazione della base imponibile delle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di metalli preziosi, occorre però precisare che, in mancanza della documentazione del costo di acquisto, le plusvalenze sono determinate in misura pari al 25 per cento del corrispettivo della cessione. Attenzione: non si tratta di facoltà ma di obbligo: ne consegue che non è possibile (almeno in teoria) valutare la convenienza dei due metodi qualora si sia effettivamente in possesso della documentazione d’acquisto.
Con riferimento specifico al Modello Unico, nel caso in esame il modello 2013 per i redditi prodotti nel corso del 2012, il quadro d’interesse è quello denominato RT. Questo quadro – recitano le istruzioni – è composto da quattro sezioni a seconda delle tipologie dei redditi da dichiarare e deve essere compilato per indicare i redditi derivanti dalle cessioni di quote di partecipazioni a fondi immobiliari a ristretta base partecipativa, partecipazioni non qualificate, partecipazioni qualificate, obbligazioni e altri strumenti che generano plusvalenze di cui all’art. 67 comma 1 lett. da c) bis a c) quinquies. Le sezioni da considerare sono la II-A e la II-B.

II-A

  • Nella sezione II-A (plusvalenze assoggettate ad imposta sostitutiva del 12,50%) i righi da RT10 a RT20 devono essere utilizzati per il calcolo dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e altri redditi diversi derivanti da partecipazioni non qualificate e da titoli non partecipativi, certificati, valute, metalli preziosi, crediti pecuniari e altri strumenti finanziari, i cui corrispettivi siano stati percepiti nel corso del 2012. Questa sezione deve essere compilata per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria indicati nell’art. 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del TUIR, realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento.
  • Nel rigo RT11, colonna 2, occorre indicare l’importo complessivo del costo fiscalmente riconosciuto dei titoli, valute, metalli preziosi o rapporti, ovvero del costo rideterminato. Per i metalli preziosi, in mancanza della documentazione attestante il costo di acquisto, indicare il 75 per cento dell’importo del relativo corrispettivo indicato nel rigo RT10.
  • Nel rigo RT12, colonna 3, va indicata la differenza tra l’importo indicato nel rigo RT10 e l’importo di rigo RT11, col. 2, se positivo.
  • Nel rigo RT15, il risultato della seguente operazione: RT12, col. 3 – RT12, col. 2 – RT13 – RT14, col. 2.
  • Nel rigo RT16, l’imposta sostitutiva pari al 12,50 per cento dell’importo di rigo RT15.
  • Infine, nel rigo RT19, l’ammontare dell’imposta sostitutiva dovuta che è uguale al seguente risultato: RT16 – RT17 + RT18, colonna 2.

II-B

  • Nella sezione II-B (Plusvalenze assoggettate ad imposta sostitutiva del 20%), i righi da RT21 a RT30 devono essere utilizzati per il calcolo dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e altri redditi diversi derivanti da partecipazioni non qualificate e da titoli non partecipativi, certificati, valute, metalli preziosi, crediti pecuniari e altri strumenti finanziari, i cui corrispettivi siano stati percepiti nel corso del presente periodo d’imposta con riferimento a plusvalenze e altri redditi diversi di natura finanziaria realizzati successivamente al 31 dicembre 2011. Questa Sezione deve essere compilata dagli enti non commerciali residenti in Italia e dai soggetti non residenti per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria indicati nell’art. 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del TUIR, realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2012, per le quali è dovuta l’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento.
  • Nel rigo RT22, colonna 3, occorre indicare l’importo complessivo del costo fiscalmente riconosciuto dei titoli,valute, metalli preziosi o rapporti, ovvero del costo rideterminato. Per i metalli preziosi, in mancanza della documentazione attestante il costo di acquisto, indicare il 75 per cento dell’importo del relativo corrispettivo indicato nel rigo RT21.
  • Nel rigo RT23, colonna 3, va indicata la differenza tra l’importo indicato nel rigo RT21 e l’importo di rigo RT22, col. 3, se positivo
  • Nel rigo RT26, il risultato della seguente operazione: RT23, col. 3 – RT23, col. 2 – RT24 – RT25, col. 2
  • Nel rigo RT27, l’imposta sostitutiva, pari al 20 per cento dell’importo di rigo RT26.
  • Infine, nel rigo RT29, indicare l’ammontare dell’imposta sostitutiva dovuta che è pari al seguente risultato: RT27 – RT28.

tassazione oro

 

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